Per gli studi di registrazione

Il tuo studio,
senza più
“com’è messo
il mio pezzo?”

Smettono di chiedertelo. Ascoltano quando vogliono, ti rispondono sul secondo esatto, e scaricano solo quando lo dici tu.

Allora, com’è messo il mio pezzo?

— un tuo artista, questa settimana, quattro volte

Il lavoro in studio non si perde in sala: si perde nelle chat. Il link di WeTransfer scaduto, il vocale con l’appunto che non ritrovi, il messaggio alle undici di sera per chiedere a che punto sei. Non è disorganizzazione — è che non esisteva un posto dove mettere queste cose.

Cosa cambia

tre cose
Ti scrivo appena è pronto

Lo scopre da solo

Carichi il mix e l’artista riceve la notifica. Apre, e la prima cosa che vede è il pezzo nuovo pronto a partire — non un elenco da cui deve capire cosa lo riguarda.

Al minuto boh, la voce è coperta

Ti dice dove, al secondo

Ascolta, ferma dove non gli torna e commenta lì. Il suo riscontro ti arriva agganciato a1:42, non a “verso metà”. Tu lo spunti quando l’hai risolto.

Ti rimando il link, è scaduto

Sta tutto in un posto

Ogni uscita ha la sua cartella: canzone, copertina, video. Tutte le revisioni, in ordine, per sempre. Niente più link che scadono dopo sette giorni.

Il punto che conta
Ascolta.
Non scarica.

L’artista sente il master in qualità piena, quante volte vuole, dal telefono. Ma il file non esce da lì finché non sei tu ad autorizzarlo — persona per persona, lavoro per lavoro. Funziona anche se incassi in contanti: sei tu a girare l’interruttore.

Il cliente ascolta. Scarica quando hai incassato.

Chi vede cosa

due facce

Il tuo artista, dal telefono

  • Le sue uscite in cartelle, con dentro canzone, copertina e video
  • Il player con la forma d’onda, e i suoi appunti appesi al secondo
  • A che punto sta ogni pezzo, dal colore, senza chiedertelo
  • Il calendario delle tue sale, per chiedere una sessione
  • Può far entrare il suo manager o un featuring, con i permessi che decidi tu

Tu, dal computer in regia

  • Chi viene oggi, e le richieste di sala da confermare
  • I tuoi artisti, ognuno con le sue cartelle e i suoi file
  • Trascini il bounce e sei a posto: la forma d’onda la calcola da sola
  • Acconto e saldo segnati a mano, e il download che apri tu
  • La tua agenda dentro Google Calendar, senza installare niente

A colpo d’occhio

le fasi

Ogni lavoro ha un colore, e la scala racconta l’avanzamento senza leggere una parola. È la tua: la cambi come vuoi, e i tuoi artisti la imparano in un giorno.

Da iniziareBeatRegistrazioneEditingMixMasterConsegnato

E ti diamo anche il sito

compreso

Ogni studio ha la sua pagina pubblica: chi siete, le vostre sale, la squadra, i contatti. Con il vostro logo e i vostri colori. In fondo c’è il modulo per la consulenza gratuita — chi arriva da Instagram lascia un contatto e la richiesta ti arriva dentro, con il tasto per rispondergli su WhatsApp.

È la pagina che oggi molti studi non hanno, o hanno ferma al 2019.

Quanto costa

al mese

Si parte da Libero, senza carta e senza scadenza: due artisti bastano per capire se ti serve. Quando ti sta stretto passi a un piano più grande, e i lavori che hai già dentro restano dove sono.

Come si comincia

un pomeriggio
01

Apri lo studio

Nome, indirizzo, le tue sale e chi ci lavora. Dieci minuti, e la tua pagina è in piedi.

02

Invita il primo artista

Nome ed email. Gli parte un messaggio già scritto che gli mandi su WhatsApp: tocca il link ed è dentro, senza password da ricordare.

03

Carica il primo mix

Trascini il file, scegli la fase, e lui riceve la notifica. Da quel momento smette di chiederti come va.

Comincia ora
Trenta giorni,
con la tua roba dentro.